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Riceviamo e pubblichiamo:
Pubblicato il 20/03/2006

Intercettazioni, quello che nessuno dice

Alcune considerazioni sul "caso" delle intercettazioni telefoniche, al di là della politica.

[ ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-03-2006]

Echelon
Il "grande orecchio" Echelon

Nel pieno della campagna elettorale più rozza, sgangherata e all'ultimo sangue che ci si ricordi, esplode il caso delle "intercettazioni elettorali" che vedrebbe sotto accusa il Ministro della Salute Storace di Alleanza Nazionale per presunte intercettazioni ordinate da suoi stretti collaboratori ai danni di un'altra esponente della destra come Alessandra Mussolini e del suo successore e avversario alla guida della Regione Lazio, l'ex giornalista di "Mi manda Rai Tre" Piero Marrazzo.

 

Facciamo alcune considerazioni, al di là della politica. E' possibile che Marrazzo fosse tenuto da tempo sotto intercettazione e osservazione da ambienti investigativi legati a imprese di telecomunicazioni, prima che scendesse in politica, proprio per il suo impegno di giornalista difensore dei diritti dei consumatori: questo è un dubbio legittimo, a cui potranno rispondere solo gli inquirenti.

E' lecito (o per lo meno opportuno) che uomini delle forze dell'ordine, che per molti anni hanno seguito le intercettazioni telefoniche per conto della polizia giudiziaria e della magistratura, poi entrino nelle stesse società telefoniche, con compiti di responsabilità, e "seguano" sempre lo stesso settore? Non si crea così un intreccio di interessi (difficilmente distinguibile) che può portare a deviazioni? Perché non c'è una norma chiara che proibisca questi passaggi - almeno per un certo numero di anni - dopo il congedo da Arma, Polizia, Guardia di Finanza?

Come è possibile che solo nei telefilm americani ci siano delle unità disciplinari all'interno dei corpi di polizia per evitare questi abusi e commistioni a largo raggio... e in Italia non ci sia niente di tutto questo?

Il Cesis è l'organismo di coordinamento dei servizi segreti, sempre attento ai pericoli di natura eversiva degli anarco-insurrezionalisti e degli islamico-fondamentalisti. Perché dai rapporti di questo organismo non sono mai emerse anche solo preoccupazioni verso la possibile esistenza di una rete così estesa e capillare, che attraversa forze dell'ordine, agenzie investigative e società telefoniche, di intercettazioni ai danni di politici?

Sono solo alcune domande che, probabilmente, non avranno risposta.